domenica 12 maggio 2013

Festa del baratto


Andare al mercato del baratto,  qui in Italia, mi dà una sensazione  simile a quella che provo a Parigi, nei mercatini popolari di quartiere "Vide-grenier".
Nel baratto, girano gli SCEC invece degli euro e questa è  la differenza di fondo ma la sostanza di quello che si trova sui banchetti è la medesima: ci sono i nostri vestiti ed accessori, gli oggetti della casa, libri, giochi e tecnologia varia.
Allo scorso baratto a cui ho partecipato, a San Lazzaro di Savena, ho trovato una bella videocamera panasonic 8mm, vecchiotta ma  funzionante!  
Il principio di questi baratti è che qualsiasi oggetto ha il medesimo valore o meglio è senza valore. Tu puoi portare, ad esempio un portachavi  e  scambiarlo con una bici.   Il baratto avviene, però, in modo indiretto,  tramite l'uso di scec di carta.  Quando arrivi ci sono gli organizzatori,  volontari, che prendono in consegna quello che porti, contano i pezzi, ti danno gli scec e mettono le tue cose sui banchetti, divisi per genere, abbigliamento donna, uomo, bambini, oggettistica, libri, ecc. Uno scec  da 1 corrisponde ad 1 oggetto (quello da 2 corrisponde a 2 oggetti e così via), che tu darai quando scegli un oggetto da portare via.
Ieri ho portato cose voluminose e sono tornata a casa con cose piccine. D'altronde sono per la leggerezza, per far girare gli oggetti. 
sito della festa baratto a Osteria Grande (Bo):   http://www.dimoradellessere.it/baratto_16.html
e qui la mia minclip.
Un attimo, stanotte mi è venuto un flash e ho deciso di scriverlo.
La seduzione degli oggetti rimane anche se si tratta di baratto.  Vedere gli oggetti così distesi sui banchetti, pronti per essere presi, dà la sensazione di entrare in pasticceria e scegliere il dolce che più ci ispira i sensi e così la relazione fra le persone, per me, ne soffre.  Al mercatino dell'usato vide-grenier, invece chi vende, a pochi euro, spesso parla con chi compra e questo  rimane come ricordo dell'incontro, nutre.
A me piace ascoltare e parlare, ma se nessuno mi racconta  da dove vengono questi oggetti, chi c'è dietro, alla fine l'idea di shopping rimane immutata. Gli oggetti, infatti,  per la loro indifferenza, possono solo sedurre, come sosteneva l'amato sociologo Jean Baudrillard.



2 commenti:

  1. L'unico antidoto alla crisi è il baratto! Segnalo a tal proposito il sito www.mangrow.net dove utenti di tutto il mondo possono scambiare servizi.

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    1. Grazie dell'info, penso di iscrivermi. Qui a Bologna, ho fatto l'esperienza della Banca del Tempo. Ci si scambiava ore di abilità o aiuti, senza fare differenze sul tipo di prestazione. Ad esempio ho dato lezioni di editing video in cambio di trasporti all'aeroporto oppure fatto i tortelloni o grafica logo in cambio di traduzione. L'unica differenza col sito che mi hai segnalato è che ci si incontrava una volta al mese per conoscersi e presentarsi.
      La vera "crisi", per me, è quella "sociale" ovvero la mancanza di relazioni fra le persone. E forse la preannunciata povertà (i veri poveri, per me, sono di fatto in altri paesi), farà sì che ritorni il senso di comunità e amicizia. Fra amici ci si aiuta e si spartisce la gioia. Questa è ricchezza.

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