Questo vestito balzoso e frapposo l'ho incontrato a Roma, a primavera nel 2003 o 4.
Ci scommetto che, stamattina, a Roma ci sarà una bell'aria limpida, cielo luminoso e vi farei volentieri due passi per arrivare al mercatino dell'usato, nel quartiere di San Giovanni.
La forma del mercato è a "L" e i banchetti dei vestiti usati si trovano a partire dall'angolo, nel tratto corto della lettera " L".
Nel tempo ne ho comprati diversi e sempre particolari. E dato che la taglia, degli abiti vintage, è spesso la 42 o M, che è poco diffusa, difficilmente qualcuno li prende o forse la ricerca è di cose + alla moda. E' sempre una bella sorpresa quando rimescolando le montagne di indumenti mi appare un vestito come quello della foto.
C'è un parallelo fra l'andare nel bosco a funghi e andare al mercato dell'usato. Si cerca, si guarda e non sai neanche tu cosa troverai, smuovi i vestiti come fossero mucchi di foglie di castagno. E quando lo trovi sei felice, è come se il vestito ti dicesse ora sei scritturata per far parte di un film degli anni 50, 60, 80. Si viaggia con la fantasia e la leggerezza.
Quest'abito l'ho indossato quando ho fatto le riprese video per la Par tot parata di Bologna nel 2009, per il gemellaggio di 3 parate, progetto BelBoBru.
Ah, un'ultima cosa: quando vado a questi mercati mi piace osservare le persone, scambiare consigli con la vicina al mio fianco di fruga nel mucchio ma soprattutto guardare e ascoltare i commenti dei bancaroli. Di uno di loro mi ricordo il nome, perché è anche quello di mio cuginetto, "Ferruccio". E' un nome antico, passato da padre in figlio, di generazione in generazione, come questi vestiti.
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