| Il manichino nella stanza della libellula |
Ieri, la mia amica Adelaide mi ha detto: Metti sul blog le foto dei vestiti vintage che hai, così ne scelgo uno da mettere al mio manichino. Lo vorrei vestire.
Anch'io ho un manichino, è in camera, di fronte al letto. Era di mia cugina Anna, che da ragazzina ha fatto un corso per sarta. E' un manichino verde della Singer, mi piace perché è vissuto ed è di famiglia. Ne ho anche un'altro, bordò, più recente trovato in strada. Lo uso per lavorare ai vestiti per le performance art.
Ho sempre raccolto gli oggetti abbandonati. Continuano a vivere. Mi piace guardarli ma sopratutto sentire che hanno una storia. Segni, ammaccature, macchie: sono stati usati e seguitano ad esserlo, talvolta in modo inusuale, diverso dalla loro funzione originaria. Questo è il vero riciclo.
Baule da aereo, scatola in latta con un dipinto di Paolo Uccello, valigetta vicino al manichino e le due valige sopra l'armadio sono tutti trovatelli. Pardon, la valigia grande, marrone, è di cartone ed era dei miei genitori.
D'altra parte ho deciso, ultimamente, di liberare, di far girare la maggior parte degli oggetti che mi appartengono, anche fin dall'infanzia e di tenerne solo alcuni. Gli oggetti sono spesso rassicuranti, li si delega emozioni e ricordi. Nella società borghese, gli oggetti hanno mediato i rapporti affettivi e sociali. Compro o ti compro un gioco, un vestito, una macchina, ecc. Gli oggetti rimangono oggetti, le emozioni invece vivono in noi. Possiamo abbandonare tutto e scoprire altra bellezza.
Le cose possono girare ed essere una scusa anche per conoscere e fare amicizia. Segnalo il sito su facebook "Te lo regalo se vieni a prenderlo", ce ne sono quasi per tutte le regioni, qui indico per l'Emilia.Romagna: https://www.facebook.com/groups/200917530021227/?fref=ts . Il mio Manichino metafisico vi saluta. A presto
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